"Ciai messo l'acqua e nun te pagamo"

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Finite Le vacanze? Si rientra al lavoro!

Il mio lavoro è la comunicazione sull’olio extravergine d’oliva, creo sinergie, accendo passioni, innesco consapevolezze, quindi non smetto mai di lavorare visto che in vacanza spesso si va a mangiare fuori e troppo spesso trovi oliere, bottiglie senza tappo anti rabbocco, senza etichetta  e ahimé oli non degni di questa classificazione .

Quindi mi domando: Di chi è la colpa?

Di chi li compra? O di chi li vende?

Di chi li usa e non batte un ciglio? O dei pochi che si ribellano?

Di chi non controlla?

Lo scorso anno si era scatenata la battaglia contro l’olio di palma, nessuno lo voleva più, nessuno lo acquistava più e l’industria alimentare lo ha quasi bandito dal mercato italiano. Nessuno però si è informato con cosa è stato sostituito(ma questa è un’altra storia).

Possiamo innescare una simile reazione anche contro l’olio “cattivo”?

Quanti di voi si sono espressi negativamente di fronte a una simile situazione?

Io non mi accontento dei surrogati, voglio mangiare con un ottimo olio extravergine, sempre!

Mi viene subito in mente quel ritornello della canzone popolare dei castelli romani che, seppure riferito al vino, calza benissimo nella nostra situazione:

“E noi je dimo, e noi je famo:
Ciai messo l'acqua e nun te pagamo".